D-day animatori digitali delle scuole umbre: 80% nella rete

D - day animatori digitali - presentazione del progetto
D – day animatori digitali – presentazione del progetto

Venerdì 8 aprile è stato il D-day degli animatori digitali delle scuole umbre di ogni ordine e grado; e non sono solo i numeri a dare ragione del fatto che hanno partecipato l’80% di tutti gli animatori digitali  – nominati, durante il mese di dicembre scorso, secondo il piano del PNSD – e il 50% dei dirigenti scolastici.

Il D-day ha avuto subito un carattere operativo: Stefano PaggettiGiovanni Gentili dell’Agenda Digitale dell’Umbria e Antonella Gambacorta  – USR Umbria – hanno presentato il progetto della Rete degli animatori digitali dell’Umbria; Stefano Epifani ed Enrico Tombesi hanno contestualizzato il progetto da un punto di vista metodologico e didattico; Alberto Naticchioni ha espresso il supporto organizzativo e logistico della Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica a tutto il progetto.

Poi la mattinata è proseguita con la suddivisione in 8 gruppi dei 126 animatori digitali presenti in sala i quali hanno dovuto: definire il proprio ruolo, proporre le esigenze formative inerenti al ruolo, proporre progetti per la rete degli animatori digitali e individuare criticità ed esigenze di supporto. Il report di sintesi (in corso di elaborazione) rappresenta la base per i contenuti operativi del progetto della rete degli animatori digitali dell’Umbria.

D-day animatori digitali - focus group
D-day animatori digitali – focus group

Il D-day pomeridiano è stato introdotto dell’assessore regionale all’istruzione e all’agenda digitale, Antonio Bartolini, dal rappresentante del MIUR Mario Mattioli e dalla dirigente del USR Umbria Sabrina Boarelli ed in platea c’erano i dirigenti scolastici.

L’assessore ha esordito dicendo che la Regione Umbria collabora con il MIUR e l’Ufficio scolastico regionale per il successo del PNSD in Umbria: a tal proposito sta predisponendo anche un protocollo d’intesa col MIUR e conta di attivare numerose iniziative che si rivolgano anche all’esterno delle scuole sfruttando il ruolo delle stesse rispetto al proprio territorio. Antonio Bartolini ha citato come esempio di progetto interessante “quello di far venire a scuola i nonni in modo che i nipoti insegnino loro l’uso delle nuove tecnologie informatiche”. In tal senso, la scuola digitale umbra si pone come sfida quella di formare giovani studenti “aperti” e quindi capaci di cogliere le opportunità – ma anche conoscere i rischi e le minacce – del cambiamento continuo imposto dal digitale e di poter trovare il ruolo che più gli è proprio in questo contesto.

I tre rappresentanti istituzionali hanno messo in evidenza che – per la buona riuscita dell’azione del PNSD –  è fondamentale la capacità degli animatori digitali e delle relative scuole di strutturarsi come vere proprie comunità di pratiche.

L’animatore digitale è il fulcro della scuola digitale e dovrà assurgere al ruolo di project manager: in collaborazione con il dirigente scolastico dovrà elaborare una visione del cambiamento strutturale della scuola tramite le tecnologie,  coordinare le competenze, le capacità, le proposte innovative dei sui colleghi insegnati e farli collaborare non solo dentro la scuola ma anche nella comunità professionale dell’intera rete locale. Al tempo stesso dovrà svolgere il ruolo di focal point rispetto alla comunità professionale territoriale. La collaborazione aperta con le altre scuole e con i soggetti del territorio non è un fattore “accessorio” ma necessario. Gli animatori digitali che provino ad affrontare la sfida del loro ruolo in maniera isolata, per quanto competenti, si troverebbero a fare “il triplo dello sforzo con un terzo dei risultati possibili” – come ha illustrato Stefano Epifani evidenziando i benefici del “fare rete”.

ad destra

Dai focus group con i dirigenti scolastici è emersa la necessità di consolidare il loro ruolo di manager della scuola: i dirigenti devono avere pienamente gli strumenti dell’autonomia che gli permettano di rimuovere gli ostacoli sul cammino degli animatori digitali e del team per l’innovazione (ad esempio rispetto all’organico potenziato). Inoltre, gli stessi,  hanno evidenziato la necessità di “specializzare” le figure degli animatori digitali, non come tuttologi ma come figure specializzate in piccoli gruppi territoriali (che nel loro insieme coprano tutte le vaste tematiche del PNSD) facendo della comunità regionale una sorta di “rete di reti più piccole” formate tra istituti vicini. Il ruolo del dirigente scolastico è elemento irrinunciabile per la propulsione del PNSD nelle scuole, poichè un cambiamento di tale portata richiede un suo impegno in prima persona per l’innovazione e per l’effettività del ruolo dell’animatore digitale.

Ad sinistra

Entro maggio saranno definiti, attraverso tre focus group territoriali di co-progettazione, i contenuti delle prime azioni per avviare la rete regionale (repository, supporto, ecc). Una volta completato l’avvio della rete a livello regionale, il passaggio successivo, da settembre, riguarderà la realizzazione di progetti degli animatori digitali dell’Umbria per la messa a sistema delle esperienze sull’openness.

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