Le eccellenze perugine in digitale

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Admir Daca e Silvia Colangeli (in prima fila a destra) al forum di Obiettivo Impresa. Foto: Roberto Vitali

A dicembre l’Agenda digitale delll’Umbria ha partecipato al forum  di Obiettivo Impresa, dal titolo “Il digitale? È un’impresa“. In quell’occasione è stato presentata anche l’attività di Eccellenze in digitale, da parte dei due responsabili per la provincia di Perugia, Silvia Colangeli e Admir Daca.

Eccellenze in digitale è un progetto promosso da Google in collaborazione con le Camere di Commercio – e il patrocinio del Ministero per lo Sviluppo Economico – che vuole diffondere la cultura dell’innovazione digitale e promuovere lo scambio di competenze tra le imprese e i giovani digitalizzatori. Il progetto è iniziato a luglio scorso, durante il quale i digitalizzatori (104 in tutta la penisola) hanno seguito un corso intensivo di formazione – della durata di una settimana – in cui lo staff di Google  ha fornito loro gli strumenti specifici per aiutare le aziende nel processo di digitalizzazione.

Eccellenze in digitale si propone  di migliorare la presenza sul web di alcune aziende i cui prodotti  rappresentano veramente il meglio della cultura Made in Italy e nello specifico del Made in Umbria. Silvia e Admir – che abbiamo incontrato presso la Camera di Commercio di Perugia – si sono occupati di due settori strategici per la nostra regione: l’olio e l’artigianato artistico. Le aziende coinvolte nel progetto sono complessivamente 39 (pari a circa il 30% di quelle contattate), di piccole e piccolissime dimensioni con personale coinvolto che varia da 1 a 10 addetti, ma, come ci hanno spiegato i due ragazzi “molto ricettive e intraprendenti”.

A settembre è cominciato il vero e proprio lavoro nelle aziende che sin da subito hanno evidenziato la propria eterogenietà di partenza per ciò che riguarda il digitale: alcune realtà non disponevano nemmeno di un sito, per altre il sito web era solo, appunto, una vetrina di esposizione per i prodotti. Gli sforzi si sono concentrati sul trasmettere agli imprenditori le potenzialità della rete: i vantaggi di un sito responsivo, del posizionamento sui motori di ricerca, e tutta la vasta platea di mercato offerta dall’e-commerce. Viste le micro-dimensioni aziendali, visto la platea imprenditoriale abituata a un rapporto faccia a faccia con il proprio cliente e concentrata più sul prodotto che in attività pionieristiche per ciò che concerne il settore commerciale, si è scommesso su un cambiamento di approccio, in cui la cultura digitale diventa fattore determinante e indispensabile per la sopravvivenza stessa dell’azienda. “L’alfabetizzazione digitale – spiega Silvia – è un processo che oggi coinvolge non solo le giovani generazioni. Anche gli imprenditori e i professionisti hanno bisogno di comprendere l’importanza delle nuove tecnologie e noi abbiamo cercato di farlo in questi pochi mesi”.


Tra le realtà seguite dai digitalizzatori, ArtCity, associazione di botteghe artigiane del centro storico

Da queste premesse è poi iniziato il lavoro in  azienda. Silvia si è occupata dell’aspetto comunicativo online  e Admir si è concentrato maggiormente sulla strategia di marketing, Affiancando l’imprenditore in ogni step in modo tale che lo stesso potesse acquisire gli strumenti per gestire la propria vetrina digitale.

Seppure in un lasso di tempo limitato (circa 4 mesi) alcuni risultati si sono già avuti. Alcune aziende hanno moltiplicato le visite del proprio sito semplicemente indicizzando meglio l’url o rendendo il sito multilingue, a beneficio in particolare delle attività che sfruttano il canale dell’e-commerce.

Il coinvolgimento in prima persona e la ricettività di questi piccoli imprenditori, che si sono prestati nel tempo a questa sfida, ha coronato il successo di questa esperienza: “alle aziende che seguiamo abbiamo detto dall’inizio che sarebbe stato un progetto impegnativo” spiega Admir. A fine febbraio il progetto si concluderà e le aziende dovranno dimostrare di saper camminare sulle proprie gambe nell’ambito digitale. “Rispetto alle migliaia d’imprese del territorio – ci dicono – 40 aziende non sono molte, ma crediamo di aver lasciato qualcosa di concreto agli imprenditori che si spera, (anche dopo di noi) proseguiranno nell’utilizzo del web per le loro attività”. Il rischio, altrimenti, è di perdere quel capitale di opportunità messo a frutto dalla collaborazione.

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