Quando la tradizione incontra la tecnologia: il Social FabLab di Orvieto

social fablab Orvieto
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“Trasformare un Paese di creativi in un Paese per creativi”. Questo il motto dell’associazione di promozione sociale FabLab di Orvieto sorto nel laboratorio di un giovane tappezziere che intende creare le condizioni necessarie per lo sviluppo di laboratori moderni e polivalenti, dove forme di artigianato tradizionale si incontrano con le opportunità offerte dalle tecnologie.

“Il progetto Social FabLab – afferma il presidente dell’associazione Valentino Filippetti – intende focalizzare l’attenzione sul valore centrale della dignità del lavoro manuale facendo tesoro dei saperi e dell’esperienza dei mastri artigiani, i makers, che sono la spina dorsale del tessuto produttivo delle nostre aree interne”.
In Italia svariate sono le esperienze dei makers che si stanno sviluppando: FabLab di Torino, ospitato dalle Officine Arduino di Massimo Banzi, con uno spazio in cui tutti posso progettare e co-progettare o direttamente realizzare oggetti propri; Milano con Frankestain Garage (unica realtà italiana presente nella lista della Fab Academy) dove è possibile realizzare le proprie idee o confrontarsi con il team per ricevere aiuto per inventare, costruire, riparare o creare un prototipo; sempre Milano con Vectorealism, un laboratorio che trasforma progetti vettoriali in oggetti che poi vengono inviati ai clienti.

E Orvieto? “Numerose sono le attività che abbiamo in mente di realizzare – continua Filippetti – e tra queste c’è un laboratorio di creatività, un centro di ricerca e sviluppo condiviso per artigiani 2.0 e la costruzione di un modello di formazione professionale utile a restituire centralità al lavoro manuale”.

Social Fablab diventerà insomma un luogo di condivisione e coworking per nuove iniziative imprenditoriali, un centro servizi virtuale nell’ambito della formazione e formattazione dei sistemi, degli apparati e del management per l’ottimizzazione e lo sviluppo della cultura digitale e delle soluzioni nel campo delle produzioni a 3D. Tra le idee da mettere in campo quella dei campionati digitali, una sorta di competizione in diversi settori del territorio finalizzata a contaminare, disseminare e condividere la cultura dell’innovazione e del cambiamento.

“Intendiamo organizzare in primavera ad Orvieto – afferma soddisfatto il presidente – la Biennale dell’Eresia, perché l’eresia è da sempre il motore del cambiamento. Senza eresia non esiste innovazione. Il festival affronterà i temi legati alla rete e alla società identificata dalle reti che l’attraversano, la esprimono, la sostengono”. Numerose le collaborazioni messe in campo dall’associazione: Fonderie digitali di Roma, Istituto di Istruzione Superiore Scientifico e Tecnico “Majorana” di Orvieto, Fondazione per il Centro Studi Città di Orvieto, Fondazione Geometri Roma, Como Next, CNA digitale e Comune di Roma.
“Per costruire il futuro – conclude il presidente Social Fablab Orvieto – servono persone e idee in grado di vivere e pensare digitale in una società in costante cambiamento”.

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