A #ijf15 Regione Umbria con: “Comunicazione e salute: il ruolo del digitale”

festival del giornalismo 2015 - comunicazione e salute
Festival internazionale del giornalismo 2015 – panel comunicazione e salute

Al Festival internazionale del giornalismo di Perugia la Regione dell’Umbria ha organizzato un Panel sul tema della comunicazione della salute ai tempi dei Social media, delle apps e la cultura digitale. Luca de Biase (il Sole 24 Ore) ha moderato l’incontro aprendo subito una riflessione sui cambiamenti della “domanda” di salute: la longevità è, ad esempio, uno dei fattori che ha determinato una percentuale di anziani maggiore tra gli utenti rispetto al passato. In questo scenario risulta necessaria e utile l’introduzione di strumenti innovativi per la cura dei cittadini. De Biase sottolinea la grande opportunità per tutti i soggetti coinvolti per l’introduzione di strumenti come la telemedicina.

L’assessore al welfare di Regione Umbria racconta l’esperienza della rete di servizi tra le aziende ospedaliere della regione e la recente campagna “Una scelta in comune” per la donazione degli organi, con un campagna di comunicazione che ha previsto anche una pagina su Facebook per informare gli utenti; l’Assessore ha anche ricordato una App realizzata in collaborazione con l’Università di Perugia per favorire l’assistenza sanitaria agli stranieri, multilingue e con informazioni sui servizi. infine è in partenza una campagna di informazione per i cittadini sopra i 65 anni. Una riflessione sul digital divide che ancora non permette di raggiungere tutti gli utenti.

È poi seguito l’intervento di Lella Mazzoli, docente dell’Università di Urbino, autrice e curatrice della ricerca #eHealth: comunicazione e tecnologia per la salute del cittadino connesso. Al centro del suo studio il fascicolo sanitario elettronico (FSE): tra protezione dei dati personali e enormi opportunità per il cittadino. Analizzati, tra gli altri, le buone prassi  di Lombardia e l’Emilia Romagna. Lella Mazzoli conclude sostenendo che il divide è di tipo sia culturale, che tecnologico ma anche amministrativo.

De Biase sottolinea la necessità di costruire un’architettura tra cittadino e PA attraverso la quale il cittadino usa i social e accede alle informazioni e nel farlo partecipa al sistema della sanità.

Alessandro Lovari, dell’Università di Sassari, racconta di una ricerca effettuata sull’utilizzo dei canali social nella dinamica tra aziende sanitarie, cittadini e medici, mediante la mappatura della presenza sui social, la strategia di comunicazione utilizzata e l’intervista ai direttori delle asl. Ne è emerso che 1/3 di tutte le aziende sanitarie italiane sono presenti sui social e che il canale maggiormente utilizzato è Youtube, seguito da Facebook, il quale spesse volte contiene delle sub-unit per progetti promozionali di salute (SERT, centri anti fumo ecc.). Dall’analisi si evince un trend crescente di utilizzo dei social ma che ancora si caratterizza per contenuti informativi unidirezionali e non di interazione con il cittadino stesso. Le amministrazioni più all’avanguardia utilizzano i social per l’empowerment del cittadino su problematiche specifiche non adottate a livello ministeriale.

Di community social e promozione della salute ha parlato Eugenio Santoro – Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri. Nel suo intevento ha spiegato che esistono due tipi di app: quelle che aiutano a modificare stili di vita, altrimenti errati, e quelle mediche che gestiscono dati sensibili al pari delle strumentazioni tradizionali. Di quest’ultime bisogna tenere presente i rischi in cui si incorre anche a causa dell’attuale vuoto legislativo in materia.

Francesca Sensini, web Content  Specialist, cita le Linee guida del programma di cultura digitale di AgID con il dato del 40% riferito alla percentuale degli italiani non che usa internet.  Quindi le competenze digitali per i decisori sono altamente importanti per garantire strategie di comunicazione e uso di mezzi Social o app, finalizzati alla divulgazione corretta di informazioni. Esistono profili professionali del web, realizzati dall’associazione Iwa Italy, con competenze specifiche codificate: potrebbero aiutare a formare il personale in modo adeguato. Gli stessi profili sono inseriti nelle linee guida di AgID e la stessa Strategia per la crescita digitale ha come obiettivo la crescita delle competenze digitali di cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni.

Il capo ufficio stampa della Camera dei Deputati, Anna Masera, annuncia un prossimo  BarCamp sulla comunicazione della salute presso la Camera dei Deputati.  Sottolinea, inoltre, che le questioni delle competenze e quello del digital divide sono i problemi principali della comunicazione social con il cittadino per i suoi bisogni primari, quali la salute. In merito a tali considerazioni, Anna Masera ha ricordato che è in discussione alla Camera la Dichiarazione dei diritti in internet, quale diritto fondamentale del cittadino che spesso è inconsapevole della necessità di tutela di tale diritto.

Dalla platea è emersa l’esigenza di open data in ambito sanitario e Eugenio Santoro conferma la presenza online di alcuni dataset, in special modo quelli che mettono in relazione le varie patologie con l’ambiente. Mancano invece degli open data sui parametri di performance degli ospedali, utili a capire il funzionamento o meno delle singole strutture. La conclusione del Panel è lasciata alle parole di Luca de Biase: è necessario aumentare la qualità dell’informazione al cittadino.

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