Il Mercato Unico Digitale: le azioni della Regione Umbria

640_digital-singel-marketIl mercato unico digitale si incentra essenzialmente sull’eliminazione delle barriere nazionali alle transazioni che si svolgono on line.

a cura di Lorena Grassi, Agenda Digitale dell’Umbria e Davide Ficola, Coordinatore SEU Servizio Europa

Il Mercato Unico Digitale ha il potenziale di migliorare l’accesso all’informazione, portare a una riduzione dei costi di transazione e dell’impatto ambientale, nonché di introdurre modelli di business e amministrativi migliori. Un aumento del commercio elettronico genera effetti tangibili per i consumatori, come prodotti nuovi in rapida evoluzione, prezzi più bassi, più scelta e maggiore qualità di beni e servizi, in conseguenza del commercio transfrontaliero e di una comparazione più facile delle offerte. Un aumento dell’e-government agevola il rispetto e l’accesso a posti di lavoro e opportunità commerciali per i cittadini e le imprese.

Un mercato unico digitale pienamente funzionante potrebbe apportare all’economia europea 415 miliardi di euro l’anno e creare centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro.

La strategia per il Mercato Unico Digitale poggia su tre pilastri: migliorare l’accesso online ai beni e servizi in tutta Europa per i consumatori e le imprese; creare un contesto favorevole affinché le reti e i servizi digitali possano svilupparsi; massimizzare il potenziale di crescita dell’economia digitale europea.

Su questo tema se ne è discusso il 13 maggio 2016 a Perugia nel corso del Convegno “Il Mercato Unico Digitale: potenzialità ed impatto per il sistema Umbria” organizzato dal SEU Servizio Europa in collaborazione con la Regione Umbria, il Sistema Camerale umbro, la Scuola Umbra di Amministrazione pubblica ed il patrocinio dell’USR. L’iniziativa – realizzata nel quadro del Progetto di Rete 2016 dei Centri di Documentazione Europea (CDE) –  ha visto la partecipazione di Nicola Danti (vice Presidente della Commissione Mercato Interno e Consumatori del Parlamento europeo).

Il Mercato Unico Digitale e l’Umbria

L’Umbria è stata una delle prime regioni a mettere l’Agenda Digitale tra le sue priorità.

La Regione Umbria nell’ultimo decennio ha investito ingenti risorse sulle infrastrutture digitali (rete pubblica in fibra ottica RUN, data center regionale unitario, piattaforme delle community network quali l’identità digitale, la fatturazione elettronica, ecc):  questi investimenti hanno realizzato gli strumenti che oggi si rivelano abilitanti ed indispensabili per attivare le azioni pubbliche e private che incideranno con il digitale sul miglioramento dei servizi pubblici e sulla qualità della vita dei cittadini umbri.

Da qui al 2020 la Regione investirà circa € 75 milioni sui vari temi legati al digitale (FESR, FSE, FEASR) in una logica di piattaforma pubblica per l’innovazione che richiederà anche una mobilitazione sinergica di tutto il partenariato economico-sociale (università, scuole, imprese, associazioni, cittadini) per competere nel Mercato Unico Digitale.

Tutti gli sforzi si concentreranno sulle 3 chiavi per il futuro dell’Umbria:

Anche per il mondo del lavoro avere competenze digitali è essenziali: vuol dire investire nelle scuole e nella formazione professionale perché tutti abbiano le competenze di base  e pure ci siano figure con le appropriate competenze specialistiche nel settore ICT.
Gli skills in queste discipline sono considerati la chiave per il futuro dei ragazzi nell’era digitale, sia per la crescita dell’economia, sia per disporre di un pieno diritto di cittadinanza.

Oggi chi non usa internet vive una forma di esclusione dalla società, non può cogliere tutte le opportunità al pari degli altri.

Ed anche i manager del settore pubblico e privato devono avere le competenze digitali (la cosidetta “e-leadership”): saper vedere le nuove opportunità introdotte dal cloud e dal digitale in tutti i mercati.

In questo senso la PA è un “driver” che può spingere l’innovazione in tutti gli ambiti: si tratta di fare progetti centrati sulle esigenze dei cittadini e delle imprese e utilizzare il digitale per risolvere problemi concreti.

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