La comunicazione della ricerca nelle piazze e in rete

 

Notte Europea dei Ricercatori

di Leonardo Alfonsi, socio Psiquadro.

Rendere accessibili a tutti i temi più complessi ed essere partecipi delle dinamiche che li caratterizzano è una delle sfide più affascinanti della società contemporanea. Un impegno dal quale non è possibile prescindere se si vuole favorire un diritto di cittadinanza reale e consapevole e dei processi di innovazione sociale. Un percorso che non risparmia nessuno e che riguarda i settori più diversi: che si parli di economia o di geopolitica, di flussi migratori, di sviluppo e innovazione di un Paese o ci si ponga il problema di come progettare le città del futuro in modo intelligente; in nessun caso ci si può chiamar fuori dalla necessità di capire meglio cosa accade, quali siano gli elementi e gli attori in gioco e quale sia il proprio ruolo.

Chi può dirsi estraneo alle questioni legate al cambiamento climatico, alle scelte di consumo energetico sostenibile, alle politiche della mobilità e della salute mirate a migliorare la qualità della vita, alle scelte sui sistemi educativi o alle politiche per l’innovazione? Nella società complessa l’accessibilità è un processo faticoso che coniuga informazione diffusa, formazione permanente e partecipazione. Un processo che negli ultimi trent’anni ha visto crescere, da un lato, la centralità delle informazioni e delle conoscenze tecnico-scientifiche necessarie per interpretare la realtà e dall’altro il dialogo tra mondo della ricerca, impresa, politica e cittadini in genere; un dialogo nel quale anche le figure professionali di mediatori culturali e comunicatori della scienza sono diventate fondamentali per innescare e curare processi virtuosi di crescita culturale.

Nella cosiddetta società della conoscenza, incoraggiare la familiarità con i processi e le informazioni scientifiche e tecnologiche, anche e soprattutto in chi si sente un non esperto, è sempre più importante e rappresenta uno dei primi passi per l’accessibilità in senso lato. Si dice che nei primi anni ’70 Frank Oppenheimer, fisico e padre dell’Exploratorium di San Francisco – il primo dei musei scientifici che mettono al centro del percorso culturale il visitatore proponendo esperienze dirette dei fenomeni naturali – andasse fiero di come un visitatore, dopo aver utilizzato in prima persona gli esperimenti proposti, raccontasse di essere tornato a casa e aver preso il coraggio di metter mano al suo ferro da stiro rotto per ripararlo. Un aneddoto che esprime alla perfezione come l’accessibilità passi anche attraverso il superamento di piccole sfide cognitive e pratiche e sia alimentato dal piacere di capire. Processo ben descritto in una delle frasi più celebri di Oppenheimer: “If people feel they understand the world around them, or, probably, even if they have the conviction that they could understand it if they wanted to, then and only then are they also able to feel that they can make a difference through their decisions and activities.”

È proprio a partire da questa consapevolezza che da oltre tredici anni insieme ai colleghi di Psiquadro – un’impresa sociale che si occupa di promozione della cultura scientifica in Italia e in Europa – creiamo occasioni per motivare il grande pubblico a capire anche i temi più complicati della ricerca scientifica e tecnologica e coinvolge chi fa ricerca in un dialogo costante con i cittadini per capirne meglio i bisogni e le aspettative. Non si tratta solo di tradurre e interpretare linguaggi difficili, né tantomeno di trasferire informazioni da chi sa a chi non sa, ma piuttosto di far incontrare persone curiose che arricchiscano reciprocamente il proprio bagaglio di conoscenze e di metodi di apprendimento, diventando protagonisti dei processi culturali contemporanei. Non importa che questo accada in un laboratorio a scuola, in uno spazio dedicato alla creatività digitale come il Coderdojo Perugia, nelle piazze di una città o su un’isola del lago Trasimeno durante un evento culturale dedicato alla scienza come l’Isola di Einstein. Per ognuno di questi contesti abbiamo immaginato e costruiamo strumenti di coinvolgimento differenti accomunati da questa idea di accessibilità.

Isola di Einstein
Isola di Einstein

Nel rapporto annuale presentato il 19 febbraio scorso a Torino dall’Associazione Observa – Science in Society appare chiaro come il pubblico sia sempre più interessato ai temi scientifici e come si informi in modo crescente sfruttando prima di tutto la televisione, poi i quotidiani e subito dopo il web e i blog prima ancora che le riviste e la radio e come d’altro canto, cresca la partecipazione agli eventi culturali sottolineando così la necessità di muoversi adeguatamente in tutti questi ambiti per una comunicazione della ricerca coerente ed efficace. Con un’analisi più dettagliata del campione considerato e della sua crescente attenzione verso l’informazione scientifica nella rete, l’Osservatorio Scienza Tecnologia e Società ha provato a indagare la fruizione e lo scambio di post, immagini o video che trattano contenuti riguardanti scienza o tecnologia sui social network. Il rapporto, edito da Il Mulino e raccolto nell’Annuario Scienza Tecnologia e Società 2016, mostra ad esempio che tra chi usa Facebook e Youtube solo un terzo non ha mai letto o visto contenuti relativi a scienza e società, mentre tra chi ha account su Instagram e Twitter la quota supera il 70%. Tra chi usa Facebook quasi la metà ha pubblicato sul proprio diario un post su un argomento scientifico e tecnologico dopo averlo letto o visto sulla pagina delle notifiche. Lo stesso rapporto registra una rilevante fiducia e significative aspettative da parte degli italiani nei confronti del ruolo dello scienziato quando si tratta di affrontare questioni pubbliche legate alla scienza e alla tecnologia. Il 60% dei cittadini, una percentuale in crescita dal 2009, considera i ricercatori interlocutori privilegiati su questi temi rispetto a tutti gli altri possibili referenti. Si configura così una crescente domanda d’informazione e formazione su temi scientifici e cresce la responsabilità da parte di chi fa ricerca sempre più chiamato a dialogare con il pubblico.

Per questo Psiquadro ha deciso negli ultimi anni di incrementare le azioni di formazione dei ricercatori per allenarli a comunicare con efficacia concetti a volte anche molto complicati moltiplicando le occasione di incontro con il pubblico generale. L’introduzione in Italia nel 2012 della competizione internazionale di public speaking FameLab ne è un esempio così come la realizzazione della Notte Europea dei Ricercatori (SHARPER) prima in Umbria e poi in regioni limitrofe del centro Italia. Il progetto SHARPER tra i cinque progetti italiani finanziati dalla Commissione Europea ha coinvolto in due anni oltre 60.000 partecipanti a Perugia, L’Aquila e Ancona e circa 1400 ricercatori che hanno partecipato alla realizzazione di vari formati di comunicazione e hanno dato vita a un programma di decine di eventi in ogni città.

FameLab
FameLab

In cantiere ci sono inoltre iniziative per raggiungere nuovi pubblici e ampliare la gamma di opportunità per i ricercatori, tra le quali l’edizione 2016 e 2017 della Notte dei Ricercatori in 5 città italiane e il primo TEDx Perugia a cui stiamo lavorando in collaborazione con una serie di importanti partner.

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